Giovannelli, Masi, Cecconi & Associati, con il Senior Partner Avv. Daniele Braccini, ha assistito la Curatela nel giudizio di reclamo, svoltosi dinanzi alla Corte di Appello di Firenze, avverso l’innovativa decisione del Tribunale di Pisa che, per la prima volta in Italia, ha dichiarato aperta la procedura della liquidazione giudiziale a carico di una associazione non riconosciuta di categoria, previa sua riqualificazione come imprenditore commerciale non minore.

La Corte di Appello di Firenze, in adesione alla prospettazione della Curatela, con sentenza emessa in data 21.1.2025, ha ritenuto che anche per le associazioni di categoria valga il principio della irrilevanza delle norme di cui D.P.R. 917/1986 (Testo Unico della Imposte Dirette) ai fini della attribuzione della natura commerciale ad una determinata attività: ciò che rileva è infatti che una determinata attività sia svolta dall’ente secondo un principio di economicità, con la finalità di conseguire ricavi tali da remunerare i fattori di produzione (c.d. lucro oggettivo).

Oltre a ciò, e sempre ai fini della attribuzione della natura di imprenditore commerciale, la Corte territoriale ha inteso valorizzare anche l’erogazione da parte della società di servizi, interamente partecipata dall’associazione, di articolati servizi di consulenza in favore degli associati di questa, secondo uno schema del tutto ricorrente nella prassi.

Non constano ad oggi precedenti giurisprudenziali di segno analogo.

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